Stelle del Toro
a* (alfa) Toro "Aldebaran", "occhio del Toto", di magnitudine 1.1, è una gigante rossa distante 68 a.l. Sebbene sembri far parte dell’Ammasso delle ladi, in realtà è una Stella indipendente in primo piano. Aldabaran è una Stelle rossastra, essa è più rossa di Arturo ma meno di Antares. Si trova sul sentiero della Luna, e quando il nostro satellite passa avanti a questa Stella, sembra che Aldabaran voglia penetrare nel suo disco (effetto della rifrazione o rifrangibilità fra i suoi raggi rossi e quelli argentei della Luna). Aldabaran è accompagnata da un satellite, di 10a grandezza, certamente un Pianeta (terra di Aldabaran. É non è detto che qui la Vita proliferi meglio della nostra Terra! Questo pianeta lucente, o questa Stellina, per compagna, a 35” distante, l’angolo è di 36°, con un leggero spostamento verso sud est, ha un proprio movimento seguendo Aldabaran, questo movimento si svolge lungo la retta condotta verso il 26°-27°, con una velocità di 0”,15. Mentre il movimento parallelo è contrario a quello di Aldabaran: la direzione di quest’ultima è di 56°, con una velocità secolare di 19”; mentre la direzione della compagna è di 26° con una velocità secolare di 15”.
Il luccicante rubino di Aldabaran, l’occhio rosso del Toro è la Stella più brillante della Costellazione. Il nome viene dall’arabo che identifica “colui che segue” in riferimento al fatto che segue le Pleiadi nell’attraversamento del Cielo. Tolomeo nel suo libro di astrologia Tetrabiblos, lo chiamò “Torcia” ). Aldabaran sembra trovarsi tra le ladi, ma in effetti è più in primo piano, circa a metà strada fra noi e quel gruppo Stellare, se voliamo immaginare lo spazio, e quindi solo per caso è sovrapposta a esso. Aldabaran ha il diametro quarantaquatto volte quello del nostro Sole.
b* (beta) Toro, si chiama EI Nath, di mag. 1.7, è una Stella gigante blu, distante 140 a.l. Elnath segna il corno sinistro del Toro, il suo nome è di origine araba, e vuol dire “quello che cozza”.
z* (zeta) Toro, mag. 3.0, e una Stella bianco-azzurra distante 490 a.l.
q* (theta) Toro, distante 150 a.l., è una doppia visibile a occhio nudo, costituita da due Stelle giganti, bianca e gialla, di mag. 3.4 e 3.9.
k* (kappa) Toro, distante 75 a.l., è una Stella bianca, di mag. 4.2, che forma una doppia ottica, visibile a occhio nudo insieme con 67 Toro, una Stella luccicante bianca di mag. 5.3 distante 120 a.l.
l* (lambda) Toro, distante 330 a.l., è una 'binaria a eclisse' del tiro Algol, che varia tra mag. 3.5 e 4.0 con un periodo di 4 giorni.
s* (sigma) Toro, distante 110 a.l., è una doppia larga di Stelle bianche di mag. 4.7 e 5.1.
j* (phi) Toro, distante 290 a.l., è una doppia ottica, formata da una Stella gigante arancio di mag. 5.0 e da una Stella bianca di mag. 8.7.
c* (chi) Toro, distante 320 a.l., è una doppia, con componenti blu e oro di mag. 5.4 e 8.2.
Tra e* (epsilon) e w* (omega) Toro si trova la Nebulosa variabile di Hind, al centro della nebulosa si trova la Stella T Toro, variabile irregolare.
Vicino a e (epsilon) Toro irradiano ogni anno le meteore Tauridi, raggiungendo un massimo di 12 meteore all’ora verso il 2-4 novembre.
Hyades (le ladi): è un grande e brillante Ammasso dì circa 200 Stelle, che copre oltre 5° di Cielo, visibile a occhio nudo. Le ladi sono distanti 150 a.I. La distanza delle ladi è importante perché segna il primo gradino della nostra scala di distanze nella Galassia. Le Jadi è un gruppo di oltre 30 stelle, questo gruppo di Stelle ( che viaggia verso sud-sud-est) si presenta come un gruppo fisico a parte, nello sfondo infinito di Aldabaran (che è più vicino a noi) e che non ha nulla a che fare con le Jadi disperse nel profondo infinito dello spazio del Toro; ma tutte sono riflettenti di energie magnetiche.
Le principali Pleiadi: Alcione, Elettra, Atlante, Maja, Merope, Taigete, Esterna al sud, Plejone, Esterna al nord, Celene, Sotto Atlante, Asterope (le due riunite). Sopra Atlante e Plejone. La più brillante è Alcione. La lunghezza di questa famiglia, da Atlante e Pleione a Celeno, è di 4’27” di tempo, ovvero 1°6’ d’arco, la larghezza è di 36’. Osservando dalla più brillante delle Pleiadi troviamo:
h (eta) Toro, che si chiama Alcyone, mag. 2.9.
16 Toro, che si chiama Celaeno, mag. 5.5.
17 Toro, che si chiama Electra, di mag. 3.7.
19 Toro, che si chiama Taygeta, di mag. 3.4.
20 Toro, che si chiama Maia, di mag. 3.9.
21 Toro, che si chiama Asterope, di mag. 5.8.
23 Toro, che si chiama Merope, di mag. 4.2. Intorno a Merope, si vede una debole nebulosità, residuo della nube da cui si sono formate le Stelle.
27 Toro, che si chiama Atlas, di mag. 3.6.
BU Toro, che si chiama Pleione, una Stella con inviluppo esteso che emette anelli di gas a intervalli irregolari, fluttuando imprevedibilmente tra mag. 5.0 e 5.5.
M 45, meglio noto come Pleiades (le Plejadi), è l’ammasso Stellare più brillante e famoso di lutto il cielo; popolarmente chiamato le Sette sorelle, da un gruppo di ninfe figlie di Atlante e Pleione. Si possono vedere circa sette Stelle; con un binocolo se ne vedono alcune decine. Dell’ammasso, che dista 415 a.l., fanno parte circa 250 stelle. A differenza delle stelle delle ladi, che sono più vecchie e più evolute, le Pleiadi si sono formate negli ultimi 50 milioni di anni, e comprendono molte giganti blu. Gli antichi Egiziani davano al mese il nome di Athar-Aye, equivalente a novembre «mese delle Plejadi» o anche Athor, e lo stesso i Caldei e gli Israeliti. La medesima lo si trova presso i Polinesiani, i quali, ad una metà delle Plejadi danno il nome Matarij i nia, che vuol dire «le Plajadi sopra» e all’altra metà Matarij i raro, «le Plejadi di sotto». Similmente gli antichi Australiani le chiamavano ‘Mormodellick’ le Plejadi e facevano grande festa in onore ad esse nel mese di novembre. Similmente in centro e sud America, in cui l’usavano per segnalare il principio dell’anno nuovo. L’Equinozio di Primavera che oggi avviene presso a Andromeda, allora 4000 anni fa passava per le Plejadi.
Nella Costellazione del Toro si verificò l’esplosione della supernova, osservata nel 1504, che diede origine alla Nebulosa del Granchio, M 1.
M 1 (NGC 1952) è la celebre “Nebulosa del Granchio” (Crab Nebula), i resti di una supernova. Fu chiamata così nel 1984 da Lord Rosse, che ne paragonò la forma, vista con il suo telescopio di 72 pollici (183 cm), alla chela di un granchio. É una Nebulosa molto importante, la si vede come una nebulosità ellittica filamentosadi 8° magnitudine. Al centro della nebulosa, c’è una Stella di 16° magnitudine, questa debole Stella è un pulsar. |